DOMICILIAZIONI LEGALI

Lo studio è a disposizione dei colleghi per domiciliazioni presso gli Uffici Giudiziari del Tribunale di Avezzano e della Corte D’Appello di L’Aquila.

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CASSAZIONE : LO SCREENSHOT VALE COME PROVA E NON E’ NECESSARIA l’AUTENTICA NOTARILE

Nuovo pronunciamento degli Ermellini destinato a far discurtere. La V Sezione Penale della Corte di Cassazione,  con la sentenza  n. 8736-2018 , ha chiarito che lo screenshot,  che costituisce  un processo che consente di salvare sotto forma di immagini ciò che viene visualizzato sullo schermo di un computer o di un telefonino, è un documento informatico valido come prova documentale e riconducibile alla categoria di cui all’art. 234 c.p.p.. Inoltre, per la Cassazione, per acquisire i relativi dati non è necessaria la procedura dell’accertamento tecnico irripetibile, ma è sufficiente una semplice operazione meccanica che non modifichi il contenuto dei dati. La sentenza della Corte ha ribaltato il giudizio della Corte D’Appello, che aveva ritenuto inutilizzabile il documento cartaceo contenente la stampa dello screenshot, in quanto non autenticata da notaio. In base al recente pronunciamento lo screenshot può essere acquisito come prova documentale nel processo penale,  al pari di ogni altro documento,  senza  autenticazione da parte del notaio, che attesti la rispondenza del documento cartaceo all’immagine riprodotta sul pc o sullo smartphone.

ASSEGNO DIVORZILE: nessun riferimento al tenore di vita pregresso

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 2042 del 26 gennaio 2018 ( allegato_28984_1),  ha escluso che per la costituzione dell’assegno divorzile debba farsi riferimento al precedente tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, evidenziando che a tale principio “sia sostituito quello della autosufficienza economica del coniuge“.   La sentenza,   inoltre, ha  definito specifici parametri che la giurisprudenza di merito dovrà adeguare alla concreta fattispecie dedotta in giudizio, per la valutazione della autosufficienza economica, quali ad esempio il possesso di redditi di qualsiasi specie, cespiti patrimoniali mobiliari e immobiliari (tenuto conto degli oneri imposti e del costo della vita nel luogo di residenza), le capacità effettive di lavoro personale, la stabile disponibilità di una casa di abitazione e altri elementi che potranno rilevare nel caso di specie.

FECONDAZIONE ETEROLOGA: LA CONSULTA DICHIARA ILLEGITTIVO IL DIVIETO

imagesCANAOANBLa Consulta ha sancito l’illegittimità costituzionale del divieto della Legge 40/04 sulla pratica della fecondazione eterologa.  La legge 40 viene dunque trasformata in una delle  sue previsioni più significative, appunto la tecnica della PMA eterologa (artt. 4 e 9, L. 40/04) ciò eseguita mediante utilizzo di materiale genetico di terzo donatore, in base alla quale qualora vi sia sterililità di uno dei due partner, si ricorre  a spermatozoi o a ovociti ”esterni” alla coppia. I fautori del divieto sostenevano che la PMA eterologa violerebbe il diritto del nato all’identità genetica, comporterebbe rischi di commercializzazione del corpo umano e comporterebbe il rischio di relazioni atipiche. Di contro,in aderenza alle pronunce della Corte EDU del 2009 (SH c Austria ) e del 2010, nonchè di un quadro normativo che a livello europeo ammette e regola in quasi tutti i paesi la PMA eterologa, colore che si battevano per l’abolizione del divieto, affermavano che negare la fecondazione eterologa  penalizza e discrimina proprio coloro che presentano forme di sterilità assoluta, non consente di realizzare il progetto genitoriale e di famiglia di tante coppie, impedisce l’esercizio di un diritto alla procreazione cosciente e responsabile come sancito in leggi nazionali e dichiarazioni internazionali.

La Consulta ha evidentemente ritenuto valide le motivazione dei ricorrenti ritenendo tale divieto incostituzionale per violazione artt 2,3,13,32 Cost. in linea con quanto affermato dalla Corte di Strasburgo nel 2009 secondo la quale vi era violazione degli artt 8  e 14 della CEDU.

RISARCIMENTO DEL DANNO ENTRO 10 ANNI SE IL PROGETTO DI INGEGNERIA PRESENTA DIFETTI

SE IL PROGETTO DI INGEGNERIA PRESENTA DIFETTI, si può chiedere il risarcimento denunciando i difetti entro 10 anni. E’ quanto ha stabilito la Cassazione nella sentenza del 20.12.2013 n° 28575.

Nel caso di specie , un architetto aveva richiesto l’emanazione di un decreto ingiuntivo nei confronti del proprio cliente, il quale, tuttavia, si era opposto deducendo l’inadempimento del professionista ai propri obblighi contrattuali.

Il professionista, da parte sua, aveva però dedotto la decadenza del diritto di denunciare vizi da parte del cliente ai sensi del secondo comma dell’art. 2226 c.c., il quale così prevede: “Il committente deve, a pena di decadenza denunziare le difformità e i vizi occulti al prestatore d’opera entro otto giorni dalla scoperta. L’azione si prescrive entro un anno dalla consegna”.

Ebbena, la Cassazione, ribadendo un principio giàenunciato in una precedente pronuncia a sezioni unite (SS. UU. 1587/2005) ha chiarito che “Le disposizioni dell’art. 2226 c.c., in tema di decadenza e prescrizione dell’azione di garanzia per vizi dell’opera, sono inapplicabili alla prestazione d’opera intellettuale, ed in particolare alla prestazione del professionista che abbia assunto l’obbligazione della redazione di un progetto di ingegneria o della direzione dei lavori, ovvero l’uno e l’altro compito, attesa l’eterogeneità della prestazione rispetto a quella manuale, cui si riferisce l’art. 2226 c.c., norma che perciò non è da considerare tra quelle richiamate dall’art. 2230 c.c.”.

5 CONSIGLI PER SCRIVERE UN PARERE VINCENTE

esameLa prova simulata, che abbiamo svolto il 4 dicembre scorso, ha evidenziato che nonostante una buona preparazione teorica, condizione essenziale per superare qualsiasi esame e concorso, moltissimi concorrenti non sono riusciti a svolgere un elaborato sufficiente ad avere buone possibilità di superare la prova. Molti dei condidati, nonostante una precisa individuazione degli istitituti, non sono riusciti a costruire tecnicamente il parere e questo temiamo sia lo scoglio più grande delle prove scritte.

Per questo motivo, vi elenchiamo di seguito alcuni consigli, che speriamo possano esservi di aiuto per la redazione di un buon elaborato. Non abbiamo la presunzione di pensare che siano la ricetta magica per superare l’esame di abilitazione, ma certamente possono fornirvi degli spunti di riflessione.

1) Prima di tuffarvi nel codice alla ricerca della sentenza “di riferimento” LEGGETE attentamente la traccia, anche una espressione singola, un aggettivo, possono cambiare i termini del discorso. Quindi non siate frettolosi, soffermatevi nella lettura e concentratevi sulla richiesta finale del parere.

2) Non dedicate troppo tempo e troppo spazio al preambolo relativo alla descrizione degli istituti o addirittura della traccia (la commissione la conosce bene quindi non serve riscriverla facendone il riassunto).

3) Elencate gli istituti che vanno illustrati in una piccola nota a margine e tenetela sempre bene davanti per evitare di dedicare troppo spazio ad argomenti e questioni che devono essere solo accennati, per poi trascurare la parte essenziale del quesito. Molti dei candidati della prova simulata, hanno dedicato 2 pagine al preambolo sugli istituti e hanno relegato la soluzione alle ultime 10 righe: grave errore!

4) Il fulcro dell’elaborato deve essere LA SOLUZIONE del caso, non è necessario che aderiate ad una giurisprudenza maggioritaria, l’importante è MOTIVARE, SPIEGARE il ragionamento logico che voi avete fatto per arrivare a quella soluzione.  Per scrivere  un buon parere non basta citare una sentenza e ricopiarla di punto… la commissione conosce il codice meglio di voi e se fate il collage di sentenze, se ne accorge….prediligete un ragionamento in cui inserire brevi riferimenti giurisprudenziali…

5) Attenzione alla sintassi, alla forma e alla costruzione logica del parere. Se non sapete spiegarvi ( …o addirittura fate errori di grammatica) aver ragionato bene non servirà. Chi legge il parere deve poter capire; quindi, forma chiara, diretta e corretta soprattutto.

Ci auguriamo che questi piccoli consigli possano esservi di aiuto per affrontare nel migliore dei modi questa prova e che così possiate raggiungere il vostro obiettivo: diventare avvocati!

NIENTE MANTENIMENTO PER LA MOGLIE CHE SI DIMETTE

asta-giudiziariaSegnaliamo una interessante sentenza del Tribunale di Treviso,  n.1250/2013, con i giudici di merito hanno stabilito che se la moglie,  in costanza di separazione di fatto, rassegna le dimissioni, perde il diritto al riconoscimento dell’assegno di mantenimento.

INel caso esaminato dal Tribunale, la moglie aveva deciso di dimettersi dalla ditta per cui lavorava, per poter sostenere e collaborare con il figlio nell’esercizio di un’attività imprenditoriale. Ebbene il Tribunale ha ritenuto di non riconoscere alcun assegno di mantenimento in favore della richiedente ed ha stabilito   che la donna, sebbene cinquantenne, era, comunque, dotata di una specifica capacità professionale, tale da far presumere di poter trovare una nuova collocazione nel mercato del lavoro. Inoltre, il Tribunale ha accertato che la donna, pur lavorando al momento della separazione di fatto, preferiva dimettersi al solo fine di arrecare un danno economico all’ex marito, mediante l’obbligo a carico di quest’ultimo di un assegno di mantenimento.

l Tribunale di Treviso, con la sentenza n. 1250/2013, ha stabilito che la moglie che in costanza di separazione di fatto, rassegna le dimissioni, perde il diritto al riconoscimento di un assegno in suo favore. Ancorché la moglie dichiarasse che la scelta di dimettersi dalla ditta per cui lavorava fosse dovuta a motivi di famiglia e per sostenere il figlio nell’esercizio di un’attività imprenditoriale, Il Tribunale ha ritenuto di non riconoscere alcun assegno di mantenimento in favore della richiedente. Il giudici trevigiani hanno stabilito che la donna, sebbene cinquantenne, era, comunque, dotata di una specifica capacità professionale, tale da far presumere di poter trovare una nuova collocazione nel mercato del lavoro. Inoltre, il Tribunale ha ritenuto che la donna, pur lavorando al momento della separazione di fatto, preferiva dimettersi al sol fine di arrecare un danno economico all’ex marito, mediante l’obbligo a carico di quest’ultimo di un assegno di mantenimento. – See more at: http://www.ami-avvocati.it/non-ha-diritto-al-mantenimento-la-moglie-che-rassegna-le-dimissioni/#sthash.Y6efxp1t.dpuf

SINISTRO STRADALE: AGGIORNATI GLI IMPORTI DEL DANNO BIOLOGICO DI LIEVE ENTITA’

Pubblichiamo di seguito la tabella relativa al punteggio del danno biologico di lieve entità (sotto i 9 punti di invalidità permanente) con indicazione degli importi, (art. 139 del Codice delle Assicurazioni -Dlgs 209/2005) come aggiornati dal Decreto del Ministero Sviluppo economico del 6 giugno 2013.

TABELLA DEL DANNO BIOLOGICO DI LIEVE ENTITA’
(Tabella di cui all’art. 139 del Dlgs 209/2005 aggiornata al D.M. 6/6/2013)

Punti di invalidità

Età

1 2 3 4 5 6 7 8 9
1 791,95 1742,29 2851,02 4118,14 5939,63 8077,89 10532,94 13304,76 16393,37
2 791,95 1742,29 2851,02 4118,14 5939,63 8077,89 10532,94 13304,76 16393,37
3 791,95 1742,29 2851,02 4118,14 5939,63 8077,89 10532,94 13304,76 16393,37
4 791,95 1742,29 2851,02 4118,14 5939,63 8077,89 10532,94 13304,76 16393,37
5 791,95 1742,29 2851,02 4118,14 5939,63 8077,89 10532,94 13304,76 16393,37
6 791,95 1742,29 2851,02 4118,14 5939,63 8077,89 10532,94 13304,76 16393,37
7 791,95 1742,29 2851,02 4118,14 5939,63 8077,89 10532,94 13304,76 16393,37
8 791,95 1742,29 2851,02 4118,14 5939,63 8077,89 10532,94 13304,76 16393,37
9 791,95 1742,29 2851,02 4118,14 5939,63 8077,89 10532,94 13304,76 16393,37
10 791,95 1742,29 2851,02 4118,14 5939,63 8077,89 10532,94 13304,76 16393,37
11 787,99 1733,58 2836,76 4097,55 5909,93 8037,50 10480,27 13238,24 16311,40
12 784,03 1724,87 2822,51 4076,96 5880,23 7997,11 10427,61 13171,71 16229,43
13 780,07 1716,16 2808,25 4056,37 5850,53 7956,72 10374,94 13105,19 16147,46
14 776,11 1707,44 2794,00 4035,78 5820,83 7916,33 10322,28 13038,66 16065,50
15 772,15 1698,73 2779,74 4015,19 5791,13 7875,94 10269,61 12972,14 15983,53
16 768,19 1690,02 2765,49 3994,60 5761,44 7835,55 10216,95 12905,62 15901,56
17 764,23 1681,31 2751,23 3974,01 5731,74 7795,16 10164,28 12839,09 15819,60
18 760,27 1672,60 2736,98 3953,41 5702,04 7754,77 10111,62 12772,57 15737,63
19 756,31 1663,89 2722,72 3932,82 5672,34 7714,38 10058,95 12706,05 15655,66
20 752,35 1655,18 2708,47 3912,23 5642,64 7674,00 10006,29 12639,52 15573,70
21 748,39 1646,46 2694,21 3891,64 5612,95 7633,61 9953,62 12573,00 15491,73
22 744,43 1637,75 2679,96 3871,05 5583,25 7593,22 9900,96 12506,47 15409,76
23 740,47 1629,04 2665,70 3850,46 5553,55 7552,83 9848,29 12439,95 15327,80
24 736,51 1620,33 2651,45 3829,87 5523,85 7512,44 9795,63 12373,43 15245,83
25 732,55 1611,62 2637,19 3809,28 5494,15 7472,05 9742,96 12306,90 15163,86
26 728,59 1602,91 2622,94 3788,69 5464,46 7431,66 9690,30 12240,38 15081,90
27 724,63 1594,20 2608,68 3768,10 5434,76 7391,27 9637,64 12173,86 14999,93
28 720,67 1585,48 2594,43 3747,51 5405,06 7350,88 9584,97 12107,33 14917,96
29 716,71 1576,77 2580,17 3726,92 5375,36 7310,49 9532,31 12040,81 14836,00
30 712,76 1568,06 2565,92 3706,33 5345,66 7270,10 9479,64 11974,28 14754,03
31 708,80 1559,35 2551,66 3685,74 5315,96 7229,71 9426,98 11907,76 14672,06
32 704,84 1550,64 2537,41 3665,14 5286,27 7189,32 9374,31 11841,24 14590,09
33 700,88 1541,93 2523,15 3644,55 5256,57 7148,93 9321,65 11774,71 14508,13
34 696,92 1533,22 2508,90 3623,96 5226,87 7108,54 9268,98 11708,19 14426,16
35 692,96 1524,50 2494,64 3603,37 5197,17 7068,15 9216,32 11641,67 14344,19
36 689,00 1515,79 2480,39 3582,78 5167,47 7027,76 9163,65 11575,14 14262,23
37 685,04 1507,08 2466,13 3562,19 5137,78 6987,37 9110,99 11508,62 14180,26
38 681,08 1498,37 2451,88 3541,60 5108,08 6946,99 9058,32 11442,09 14098,29
39 677,12 1489,66 2437,62 3521,01 5078,38 6906,60 9005,66 11375,57 14016,33
40 673,16 1480,95 2423,37 3500,42 5048,68 6866,21 8952,99 11309,05 13934,36
41 669,20 1472,24 2409,11 3479,83 5018,98 6825,82 8900,33 11242,52 13852,39
42 665,24 1463,52 2394,86 3459,24 4989,29 6785,43 8847,67 11176,00 13770,43
43 661,28 1454,81 2380,60 3438,65 4959,59 6745,04 8795,00 11109,47 13688,46
44 657,32 1446,10 2366,35 3418,06 4929,89 6704,65 8742,34 11042,95 13606,49
45 653,36 1437,39 2352,09 3397,47 4900,19 6664,26 8689,67 10976,43 13524,53
46 649,40 1428,68 2337,84 3376,87 4870,49 6623,87 8637,01 10909,90 13442,56
47 645,44 1419,97 2323,58 3356,28 4840,79 6583,48 8584,34 10843,38 13360,59
48 641,48 1411,25 2309,33 3335,69 4811,10 6543,09 8531,68 10776,86 13278,63
49 637,52 1402,54 2295,07 3315,10 4781,40 6502,70 8479,01 10710,33 13196,66
50 633,56 1393,83 2280,82 3294,51 4751,70 6462,31 8426,35 10643,81 13114,69
51 629,60 1385,12 2266,56 3273,92 4722,00 6421,92 8373,68 10577,28 13032,73
52 625,64 1376,41 2252,31 3253,33 4692,30 6381,53 8321,02 10510,76 12950,76
53 621,68 1367,70 2238,05 3232,74 4662,61 6341,14 8268,35 10444,24 12868,79
54 617,72 1358,99 2223,80 3212,15 4632,91 6300,75 8215,69 10377,71 12786,82
55 613,76 1350,27 2209,54 3191,56 4603,21 6260,36 8163,02 10311,19 12704,86
56 609,80 1341,56 2195,29 3170,97 4573,51 6219,98 8110,36 10244,67 12622,89
57 605,84 1332,85 2181,03 3150,38 4543,81 6179,59 8057,70 10178,14 12540,92
58 601,88 1324,14 2166,78 3129,79 4514,12 6139,20 8005,03 10111,62 12458,96
59 597,92 1315,43 2152,52 3109,20 4484,42 6098,81 7952,37 10045,09 12376,99
60 593,96 1306,72 2138,27 3088,61 4454,72 6058,42 7899,70 9978,57 12295,02
61 590,00 1298,01 2124,01 3068,01 4425,02 6018,03 7847,04 9912,05 12213,06
62 586,04 1289,29 2109,75 3047,42 4395,32 5977,64 7794,37 9845,52 12131,09
63 582,08 1280,58 2095,50 3026,83 4365,62 5937,25 7741,71 9779,00 12049,12
64 578,12 1271,87 2081,24 3006,24 4335,93 5896,86 7689,04 9712,47 11967,16
65 574,16 1263,16 2066,99 2985,65 4306,23 5856,47 7636,38 9645,95 11885,19
66 570,20 1254,45 2052,73 2965,06 4276,53 5816,08 7583,71 9579,43 11803,22
67 566,24 1245,74 2038,48 2944,47 4246,83 5775,69 7531,05 9512,90 11721,26
68 562,28 1237,03 2024,22 2923,88 4217,13 5735,30 7478,38 9446,38 11639,29
69 558,32 1228,31 2009,97 2903,29 4187,44 5694,91 7425,72 9379,86 11557,32
70 554,37 1219,60 1995,71 2882,70 4157,74 5654,52 7373,05 9313,33 11475,36
71 550,41 1210,89 1981,46 2862,11 4128,04 5614,13 7320,39 9246,81 11393,39
72 546,45 1202,18 1967,20 2841,52 4098,34 5573,74 7267,73 9180,28 11311,42
73 542,49 1193,47 1952,95 2820,93 4068,64 5533,35 7215,06 9113,76 11229,46
74 538,53 1184,76 1938,69 2800,34 4038,95 5492,97 7162,40 9047,24 11147,49
75 534,57 1176,05 1924,44 2779,74 4009,25 5452,58 7109,73 8980,71 11065,52
76 530,61 1167,33 1910,18 2759,15 3979,55 5412,19 7057,07 8914,19 10983,55
77 526,65 1158,62 1895,93 2738,56 3949,85 5371,80 7004,40 8847,67 10901,59
78 522,69 1149,91 1881,67 2717,97 3920,15 5331,41 6951,74 8781,14 10819,62
79 518,73 1141,20 1867,42 2697,38 3890,45 5291,02 6899,07 8714,62 10737,65
80 514,77 1132,49 1853,16 2676,79 3860,76 5250,63 6846,41 8648,09 10655,69
81 510,81 1123,78 1838,91 2656,20 3831,06 5210,24 6793,74 8581,57 10573,72
82 506,85 1115,07 1824,65 2635,61 3801,36 5169,85 6741,08 8515,05 10491,75
83 502,89 1106,35 1810,40 2615,02 3771,66 5129,46 6688,41 8448,52 10409,79
84 498,93 1097,64 1796,14 2594,43 3741,96 5089,07 6635,75 8382,00 10327,82
85 494,97 1088,93 1781,89 2573,84 3712,27 5048,68 6583,08 8315,48 10245,85
86 491,01 1080,22 1767,63 2553,25 3682,57 5008,29 6530,42 8248,95 10163,89
87 487,05 1071,51 1753,38 2532,66 3652,87 4967,90 6477,76 8182,43 10081,92
88 483,09 1062,80 1739,12 2512,07 3623,17 4927,51 6425,09 8115,90 9999,95
89 479,13 1054,09 1724,87 2491,47 3593,47 4887,12 6372,43 8049,38 9917,99
90 475,17 1045,37 1710,61 2470,88 3563,78 4846,73 6319,76 7982,86 9836,02

DISTANZE TRA COSTRUZIONI: LA SANATORIA DELL’ABUSO EDILIZIO NON LIMITA I DIRITTI DEL VICINO

La Corte di Cassazione con la sentenza 21947/2013, è tornata sul tema degli effetti che la sanatoria produce rispetto ai terzi, precisanto in particolare che il provedimento con cui il comune sana l’abuso edilizio non impedisce al vicino di chiedere i danni e la riduzione in pristino.

I giudici della Suprema corte hanno chiarito che “in tema di distanze nelle costruzioni, ai sensi dell’art. 873 c.c., i provvedimenti amministrativi concessori o di sanatoria edilizia, esplicando i loro effetti sul piano dei rapporti pubblicistici tra P.A. e privato costruttore, non hanno incidenza nel rapporti tra privati, i quali hanno ugualmente facoltà di chiedere la tutela ripristinatoria apprestata dall’art. 872 c.c. per le violazioni delle distanze previste dal codice civile e dalle norme regolamentari integratrici”.

E’ stato altresì precisato su un piano più generale che “la sanatoria prevista dagli artt. 31 e seguenti della legge 28 febbraio 1985 n. 47 e 39 della legge 23 dicembre 1994 n. 724 (cosiddetto condono edilizio) e quella rilasciata ai sensi dell’art. 13 della medesima legge n. 47 del 1985, inerendo al rapporto fra P.A. e privato costruttore, non hanno alcuna incidenza nei rapporti fra privati, non valgono a mutare la normativa in concreto applicabile e non privano il proprietario del fondo contiguo leso dalla violazione delle norme urbanistiche edilizie, del diritto di chiedere ed ottenere l’abbattimento o l’arretramento dell’opera illegittima”.

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TRADIMENTO ON LINE: ADDEBITO PER IL CONIUGE SE IL FATTO DIVENTA DI PUBBLICO DOMINIO

Intrattenere una relazione extraconiugale, potrà essere rilevante nell’ambito del rapporto affettivo tra moglie e marito, ma non ha alcuna rilevanza per i giudici qualora il fatto resti riservato e non implichi la lesione dell’onore e della dignità del coniuge. La Cassazione nella sentenza Sentenza n. 8929/2013  ha affermato infatti che ”la relazione di un coniuge con estranei rende addebitabile la separazione, ai sensi dell’articolo 151 del Codice civile quando, in considerazione degli aspetti esteriori con cui è coltivata e dell’ambiente in cui i coniugi vivono, dia luogo a plausibili sospetti di infedeltà, e quindi, anche se non si sostanzi in adulterio, comportano comunque offesa alla dignità e all’onore dell’altro coniuge”.

Dunque, di contro la Cassazione ha chiarito che  l’amore virtuale non è idoneo a far scattare l’addebito se resta collocato su un profilo di non pubblico dominio. Peraltro, è risultata rilevante per gli Ermellini  la circostanza che i due “amanti” non vi fossero stati “congressi carnali” unita al fatto che la relazione non fosse stata portata a conoscenza di soggetti esterni.