LICENZIAMENTO LEGITTIMO PER IL LAVORATORE CHE CREA TENSIONE SUL POSTO DI LAVORO

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza n. 14575/2012,  respingendo l’impugnazione del licenziamento di una lavoratrice, ha stabilito che il comportamento “poco collaborativo” e “talvolta offensivo” nei confronti dei colleghi, autorizza il datore di lavoro al licenziamento per rottura del vincolo fiduciario. Nello specifico caso trattato la lavoratrice aveva creato una serie di contrasti tra dirigenti e impiegati di un’azienda cliente della società presso cui lavorava e tra i colleghi.

Per i Giudici di Piazza Cavour, infatti,  avendo giudicato provate le due contestazioni rivoltele e cioè, quelle di  aver tenuto “un comportamento scorretto ed imbarazzante” nonché “offensivo nei confronti dei dirigenti ed impiegati” dell’Ufficio italiano brevetti e marchi presso cui la società di appartenenza, svolgeva ricerche e registrazioni per conto dei propri clienti, il licenziamento era legittimo per rottura del vincolo fiduciario. Inoltre, era emerso nel corso dell’istruttoria, che anche presso la propria azienda la dipendente aveva creato “gravi tensioni” con gli altri colleghi di lavoro.

 

SE VOI FOSTE IL GIUDICE…

IL MARITO RIFIUTA RAPPORTI SESSUALI, LA MOGLIE CHIEDE L’ADDEBITO DELLA SEPARAZIONE

Il Caso:

Un marito a causa di una violenta lite con sua moglie aveva rifiutato di intrattenere rapporti sessuali con lei per ben sette anni; in particolare,  la decisione di interrompere ogni rapporto, anche di natura sessuale, con la moglie, pur continuando i coniugi a vivere sotto lo stesso tetto, era stata determinata dalla condotta di quest’ultima. Facendo venire meno l’affectio maritalis, la consorte aveva, infatti, preso le difese del fratello, che, per difendersi dalle proprie responsabilità gestionali, lo aveva ingiustamente accusato di essersi appropriato di somme appartenenti alla cooperativa edilizia che aveva costruito la casa coniugale. L’interruzione dei rapporti sessuali peraltro era frutto di una BlueHost优惠码 determinazione unilaterale del marito da non ricollegare a una intrapresa relazione adulterina. La moglie pertanto aveva chiesto la separazione chiedendo che fosse “addebitata” al marito per violazione dei doveri coniugali, tra cui vi è appunto quello di intrattenere rapporti sessuali con il proprio coniuge. Sosteneva infatti la difesa della moglie che   il rifiuto, protattosi per ben sette anni, di intrattenere normali rapporti affettivi e sessuali con il coniuge costituisca gravissima offesa alla dignità e alla personalità del partner e situazione che oggettivamente provoca senso di frustrazione e disagio, spesso causa, per come è notorio, di irreversibili danni sul piano dell’equilibrio psicofisico.

Se voi foste il giudice come risolvereste il caso?

Gli under 35 possono costituire SRL semplificate a capitale ridotto.

A seguito di alcuni dubbi interpretativi sollevati circa la norma (art. 44 comma 1 D.L.83/2012) che ha introdotto la possibilità di costituire una società a responsabilità limitata semplificata e con capitale ridotto, il ministero dello Sviluppo Economico è intervenuto pubblicando la nota del 30 agosto 2012 ufficializzando la possibilità che i soci di una società a responsabilità limitata a capitale ridotto abbiano un’età inferiore ai 35 anni.

Il dato normativo aveva fatto sorgere dubbi poichè prevede che “la società a responsabilità limitata a capitale ridotto può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che abbiano compiuto i 35 anni di età alla data della costituzione”. Ma da tale assunto entrava in conflitto con l’ultimo comma del detto art.art. 44, D.L. n. 83/2012 , in cui si prevede l’accesso ai finanziamenti ai giovani imprenditori di età inferiore ai 35 anni. Il Ministero dunque dirimendo la questione ha precisato che al di là del dato letterale, utilizzando un criterio di interpretazione logico-sistematica della normativa,  deve desumersi la possibilità per gli under 35 di appartenere alla compagine sociale della società a responsabilità limitata a capitale ridotto.

Il vantaggio oltre alla possibilità di costituire la società con un solo euro di capitale consiste nel totale abbattimento delle spese notarili; tali misure pensate per “alleggerire” il peso di investimento per i giovani che vogliano costituire una srl e quindi per incentivare le attività imprenditoriali sono certamente delle novità positive; di contro c’è chi solleva dubbi sulla riuscita della misura governativa, posto che difficilmente le banche daranno accesso al credito a società con garanzie di capitale pressoché inesistente. In tal senso si è espresso Stefano Rossetti, responsabile Pmi Italia di Unicredit, in una intervista pubblicata su “ilsole24ore” del 30 Agosto scorso in cui afferma: “quel che conta è l’idea e la sua validità ma dal punto di vista finanziario è logico che la banca chieda garanzie per i denari che presta, visto che con un euro di capitale sociale impresa non se ne fa proprio…” E allora servono “fideiussioni oppure garanzie personali o dei genitori *

(*Fonte G. Costa, “Srl a un euro, credito difficile”, Il Sole 24 Ore del 30 agosto, pag. 15).

Pubblichiamo il testo della Nota del Ministero scaricabile :  Nota_Min_Sviluppo_30_08_2012.

CONDOMINIO: IL SOTTOTETTO SI PUO’ TRASFORMARE IN TERRAZZA AD USO ESCLUSIVO SENZA AUTORIZZAZIONE DEGLI ALTRI CONDOMINI

Nuovo indirizzo della Suprema Corte circa la trasformazione ad opera di un singolo condomino del sottotetto; modificando i precedenti orientamenti, la Cassazione con la sentenza n. 14107 del 03.08.2012 ha stabilito che il condomino può trasformare il sottotetto dell’edificio condominiale in “terrazza” senza dover ottenere necessariamente l’autorizzazione da parte degli altri condomini. Secondo la Suprema  Corte infatti il condomino, proprietario del piano sottostante al tetto comune, può effettuare la trasformazione di una parte del tetto dell’edificio in terrazza a uso esclusivo proprio, a condizione che sia salvaguardata, mediante opere adeguate, la funzione di copertura e protezione delle sottostanti strutture svolta dal tetto preesistente. In altri termini deve restare complessivamente mantenuta, con una modifica che deve restare “non significativa”, la destinazione principale del bene. In altri termini, si può trasformare senza il consenso dei condomini un tetto di proprietà esclusiva di un condominio in una diversa struttura, che in parte rimanga tetto e in parte (non preponderante) diventi terrazza (ad esempio, generando una terrazza a tasca, cioè un’interruzione verticale del tetto prima che si giunga alla gronda, realizzando un terrazzo fruibile da parte del proprietario). Questo tipo di innovazione acquista particolare importanza in quanto consente di acquisire un rapporto di illuminazione sufficiente a rendere abitabile il sottotetto: la terrazza a tasca genera infatti una superficie attraverso la quale può acquistare luminosità e ariosità il locale retrostante.

Il caso esaminato riguardava un’opera realizzata dal proprietario dell’ultimo piano, che aveva proceduto al taglio di una falda del tetto per ricavarne una terrazza da destinare al servizio del sottotetto di sua proprietà esclusiva: secondo gli altri condomini del palazzo, tale intervento avrebbe arrecato pregiudizio alla statica della struttura portante nonché al decoro dell’edificio. La diversa copertura (terrazza) inoltre,  pur non eliminando la funzione originariamente svolta dal tetto, imprimeva al bene anche una destinazione a uso esclusivo dell’autore dell’opera, illegittima a parere degli altri condomini.